Pubblicato da: portalemariano | 6 dicembre 2009

Quella Madre che fa fiorire le vocazioni

di VITO MAGNO

La devozione mariana e l’imitazione della Vergine sono legate da sempre nella storia della Chiesa alla fioritura vocazionale. Un tema che Giovanni Paolo II ha portato in primo piano parlando della vita dei sei nuovi santi proclamati il 16 maggio. E lo ha fatto anche nel suo nuovo libro, «Alzatevi, andiamo», dove confessa quanto sia stata decisiva la devozione mariana non solo nel momento della sua scelta di vita, ma nel corso di tutta la sua esperienza sacerdotale ed episcopale.
La devozione alla Madonna, non è però un’esclusiva dei santi moderni; da sempre, infatti, è segno di riconoscimento dei modelli di fede. Da Efrem il Siro alla Carta sul sacerdozio di san Giovanni Crisostomo, da Nicola Cabasilas ai dottori mariani che costellano l’intera storia della Chiesa sono riconosciuti, nelle forme più varie, la presenza e l’influsso della devozione e della esemplarità di Maria nel sorgere e nel maturare della loro vocazione.
Non si contano gli istituti religiosi che, a partire dal Medioevo, si richiamano a Maria. La fonte narrativa più antica sull’origine dell’ordine mendicante dei Servi di Maria insiste nel dire che a dar vita all’ordine non furono i noti sette Santi Fondatori, ma la Madonna stessa che chiamò sette laici fiorentini, membri di una confraternita mariana, e chiese loro di fondare una famiglia religiosa inizialmente chiamata Servi di Santa Maria.
Per i Domenicani, il «Rosario» è un distintivo inconfondibile. San Camillo de Lellis, fondatore dei Ministri degli Infermi, invitava i suoi seguaci ad assistere e curare i malati con l’amore stesso di Maria verso il Figlio Gesù. I Montfortani si chiamano Missionari della Compagnia di Maria e lo Chaminade volle che la sua opera portasse il nome di Società di Maria; Giovanni Eudes fondò la Congregazione di Gesù e Maria. L’elenco sarebbe lungo, soprattutto per quanto attiene agli istituti religiosi femminili, che nella loro denominazione contengono quasi tutti il richiamo a Maria.
È noto pure il “dna” mariano di alcuni movimenti ecclesiali. Chiara Lubich e le sue prime compagne maturarono nel santuario di Loreto la loro vocazione che portò all’Opera di Maria e ai Focolari.
Infine la nascita, su iniziativa della Pontificia accademia dell’Immacolata, della «Casa di Maria», con un ramo dedicato alla formazione di candidati al sacerdozio e alla vita religiosa, trova la sua giustificazione nell’esigenza di riscoprire la funzione pedagogica della Madre di Gesù nei confronti di ogni vocazione cristiana.

26 maggio 2004 (c) Avvenire


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