Usa: e il pizzaiolo sfornò un nuovo campus cattolico
Un mecenate che ha fatto fortuna con le “Napoli” creerà a Naples l’Ave Maria University
Da New York Elena Molinari
Fino a un paio di settimane fa, Thomas Monaghan aveva un problema. A 65 anni, dopo aver accumulato la bellezza di 600 milioni di dollari, l’imprenditore americano aveva deciso di morire senza un soldo, ma senza sprecare un centesimo. Monaghan ha dunque deciso di ricorrere alla sua devozione religiosa e al suo innato spirito imprenditoriale e ha trovato una soluzione: devolverà la sua fortuna alla costruzione di una nuova Universit cattolica e a un villaggio nel sud della Florida.
L’impresa non facile da associare all’attività che ha fatto la fortuna di Monaghan: vendere pizze a domicilio in tutti gli Usa attraverso la catena di pizzerie al taglio Dominos, che ha fondato 30 anni fa e venduto nel 1998. Ma Monaghan non ha dubbi che questa sia la strada giusta che conclude alla perfezione la sua storia. Rimasto orfano da piccolo e allevato per sei anni in un’istituzione gestita dalle suore di Ann Arbor, nel Michigan, da sempre loda il tipo di educazione che ha ricevuto: austera e spirituale, in linea con l’ortodossia cattolica. Per questo ha precisato che tutti i professori alla Ave Maria University dovranno essere muniti dell’attestato di ortodossia cattolica previsto dalla Costituzione apostolica Ex corde Ecclesiae, il testo di indirizzi sulle università cattoliche promulgato nel 1990 da Giovanni Paolo II. E il magnate ha anche stabilito che il nome di questo documento venga ripreso nel logo dell’ateneo.
Monaghan si buttato con entusiasmo nella sua nuova veste di mecenate e ha garantito che l’università dell’Ave Maria aprirà le classi già il prossimo anno, prima in una sede temporanea nella citt di Naples, poi nel campus che il milionario sta facendo costruire in mezzo ai campi di canna da zucchero della contea di Collier, sulla costa del Golfo del Messico, dove ha comperato un lotto di circa 2.500 ettari.
L’ateneo non nasce da zero: Monaghan ne ha seminato le fondamenta quattro anni fa nel Michigan , dove aveva creato il piccolo Ave Maria College (230 studenti in tutto) e la facoltà di Legge Ave Maria. La sua idea ora di unire le due strutture, allargare il corpo docente, aggiungere nuove facoltà e trasferire il tutto dal Michigan alla Florida.
“Il mio fine è costruire la miglior università cattolica che posso”, ha detto il filantropo a una recente conferenza stampa. Poi ha spiegato cosa intende: “La cosa più importante è lo spessore spirituale dell’istituzione – ha detto – se manca quello, inutile mettersi all’opera. Poi viene la qualità dell’insegnamento: per questo saremo molto selettivi nel scegliere sia docenti che studenti. Quindi la ricchezza della vita nel campus e nelle sue vicinanze, per dare agli studenti possibilit di imparare anche fuori dalle aule”.
Per questo Monaghan prefigura un grande campus con dormitori, strutture sportive e spazi per la vita comunitaria, dove anche i docenti possano fermarsi dopo le lezioni. Il filantropo prevede anche di sviluppare una nuova cittadina alle porte dell’ateneo, che chiamerà pure Ave Maria. Sarà un paese di appoggio dell’università, dove studenti e professori potranno trovare alloggio, negozi e attività ricreative. Gli studenti inizialmente non sarebbero pi di 650, ma la sua intenzione di salire gradualmente a 5mila e di introdurre col tempo anche corsi post laurea e master.
Il progetto non è passato inosservato, anche perchèà l’ultima Università cattolica negli Usa (ce ne sono 230 in tutto) è stata fondata 40 anni fa nel Connecticut. La diocesi locale ha lodato l’iniziativa, offrendo la propria collaborazione. E tra i primi a congratularsi con Monaghan c’è stato anche il governatore della Florida, Jeb Bush. “Da cattolico, sono molto orgoglioso dell’opportunità per gli studenti di ottenere un’istruzione superiore con i più alti criteri accademici e radicata nei valori religiosi e morali”, ha detto il fratello del presidente. E, visto che solo il campus costerà 220 milioni di dollari, Monaghan ha ottime probabilità di riuscire nel suo intento.
3 dicembre 2002 (c) Avvenire











